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Bonus affitti per il negozio con ricavi oltre 5 milioni

Via libera al tax credit locazioni (Tcl) per i dettaglianti con più di 5 milioni di ricavi anche se il commercio al minuto è attività secondaria in termini di ricavi. È quanto si ricava dalla risposta a un interpello (n. 956-2747/2020) da parte della direzione regionale delle Entrate (Dre) della Lombardia.


Il comma 3-bis dell’articolo 28 del Dl 34/2020, precisa che alle imprese esercenti attività di commercio al dettaglio, con ricavi superiori a 5 milioni di euro nel 2019, il credito d’imposta spetta nella misura ridotta a 1/3. Per locazioni e concessioni di immobili il 20% in luogo del 60 per cento. Per contratti di servizi a prestazioni complesse e affitti di aziende comprensivi di immobili, il 10% in luogo del 30 per cento. L’accesso è condizionato alla verifica del calo del fatturato di almeno il 50% mese su mese nel 2020 rispetto al 2019, salvo per chi hanno iniziato l’attività dal 1° gennaio 2019 e per chi opera in un comune per i quali era in vigore lo stato di emergenza al 30 gennaio 2020.


Una questione spinosa riguarda le modalità di applicazione del comma 3-bis alle imprese multiattività che affiancano il commercio al dettaglio ad altre attività. In quest’ambito si colloca l’interpello in questione relativo a una società che fabbrica calzature e che gestisce in proprio una serie di negozi anche in un factory outlet center.
L’Agenzia nella risposta apre alla possibilità di fruire del Tcl in relazione ai canoni mensili per la locazione dei locali in cui vengono svolte in via esclusiva attività di commercio al dettaglio ovvero, si dice, anche dei locali in cui vengono svolte «contestualmente attività di commercio al dettaglio e di produzione di calzature». Quindi con un’attrazione anche dei canoni di locazione di immobili ad uso promiscuo. L’aspetto più importante dell’interpello è che chiarisce che per la qualifica di «impresa esercente attività di commercio al dettaglio» non rileva il codice Ateco dell’attività prevalente in termini di maggiori ricavi. Nel caso esaminato, infatti, l’attività prevalente era quella relativa all’attività produttiva e quindi per questa via si sarebbe arrivati a una risposta negativa. Ciò che rileva, invece, è se l’impresa svolga comunque, pur come attività secondaria, il commercio al dettaglio e se la risposta è positiva il bonus può spettare.

Peraltro l’Agenzia in una risposta a Telefisco ha affermato che per l’applicabilità della più favorevole disciplina prevista dal comma 5 dell’articolo 28 del Dl 34/2020 al comparto turistico recettivo, in presenza di soggetti «multiattività» (tipico caso l’albergo con annesso ristorante), la qualificazione va effettuata assumendo il principio di prevalenza dei ricavi dell’attività specifica rispetto ai ricavi generali nell’ultimo periodo d’imposta per il quale è stata presentata la dichiarazione dei redditi.
Dalla risposta all’interpello sembra si possa ritrarre che per valutare il superamento o meno della soglia di 5 milioni di euro si debba assumere il totale dei ricavi dell’anno, senza, quindi, parcellizzare il dato in relazione alla sola attività di dettaglio. Per la verifica del calo del fatturato o dei corrispettivi la Dre richiama il paragrafo 2.2.5 della circolare 9/E/2020 il che sembra voler significare che anche in questo caso va verificato il dato complessivo.

Fonte: Il Sole 24Ore, Norme e Tributi del 10 febbraio 2021

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