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Beni all’estero? L’aiuto 4.0 resta

Non scatta la revoca dell'agevolazione per i macchinari in leasing che hanno beneficiato del credito d'imposta 4.0 e vengono temporaneamente spostati all'estero dal locatore. Idem per i beni strumentali impiegati direttamente dal beneficiario in attività svolte presso cantieri esteri. Infatti, in presenza di determinate condizioni, tale situazione non configura la fattispecie della delocalizzazione; il che non fa scattare l'obbligo di restituzione dell'incentivo (c.d. recapture).

Lo ha precisato con risposta n. 829/2021 del 17 dicembre 2021 l'Agenzia delle entrate. L'amministrazione finanziaria con un altro intervento ha chiarito che i beni gratuitamente devolvibili rientranti nel perimetro concessorio delle imprese operanti in concessione, sono esclusi dall'ambito di applicazione del bonus fiscale (risposta n. 848/2021 del 22 dicembre 2021).

Inoltre, le Entrate hanno anche fatto luce su una controversa questione relativa al credito d'imposta 4.0 di beni precedentemente agevolati con l'iperammortamento (la cui disciplina agevolativa è stata ridefinita dalla legge di bilancio 2020 mediante l'introduzione del credito d'imposta 4.0) e acquisiti in leasing. Con la risposta all'interpello n. 826/2021 del 17 dicembre 2021 è stato infatti precisato che il mantenimento del beneficio fiscale riferito all'iper ammortamento è condizionato alla non alienazione del cespite acquisito in leasing entro 10 anni (anziché in 15 anni) e quindi entro tale periodo non scatta l'obbligo di restituzione dell'agevolazione fruita (recapture) in caso di cessione a titolo oneroso o delocalizzazione del bene. Ciò in virtù della parità di trattamento tra chi acquisisce il bene in proprietà e chi lo acquisisce in leasing.


Beni utilizzati all'estero. L'Agenzia delle entrate ha esaminato l'ipotesi del locatore o noleggiante (nel caso di beni in leasing o a noleggio) che abbia spostato i beni agevolati con il credito d'imposta 4.0 all'estero temporaneamente. In tale ipotesi non si configura delocalizzazione e quindi può essere mantenuto il beneficio, nel rispetto delle seguenti condizioni:

mantenimento di un nesso funzionale tra i beni e l'attività d'impresa svolta in Italia;
non prevalenza dell'utilizzo all'estero rispetto all'utilizzo in Italia in termini economici e di tempo.
La delocalizzazione non si configura neanche nel caso in cui i beni direttamente utilizzati dal beneficiario presso cantieri all'estero se il luogo di impiego del bene è privo di caratteristiche tali da rappresentare di per sé una «struttura produttiva» ubicata oltre confine, in relazione a beni materiali, immateriali e risorse umane. I beni inoltre, devono appartenere alla struttura produttiva italiana sotto il profilo organizzativo, economico e gestionale ed essere utilizzati nell'ambito dell'attività ordinariamente svolta dall'impresa.

Beni gratuitamente devolvibili. Secondo l'Agenzia delle entrate i beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti in concessione, ovvero i beni rientranti nel perimetro della concessione, devono ritenersi esclusi dall'ambito oggettivo delle misure agevolative, in forza di quanto previsto dalla leggi 160/2019 e 78/2020, in quanto per tali beni non sussiste alcun obbligo di devoluzione finale all'ente concedente o al soggetto subentrante

Beni in leasing e iperammortamento. Il mantenimento del beneficio fiscale riferito all'iperammortamento, la cui disciplina agevolativa è stata ridefinita dalla legge di bilancio 2020 mediante l'introduzione del credito d'imposta 4.0, è stato preso in considerazione delle Entrate con la citata risposta all'interpello. L'istante lamentava che il mantenimento dell'agevolazione fosse condizionato alla non alienazione del cespite acquisito in leasing e agevolato con il bonus 4.0 per un periodo di tempo cumulativamente quantificato nella somma dei periodi di leasing e ammortamento (complessivamente 15 anni, 5 di leasing e 10 di normale ammortamento). L'Agenzia, in virtù della parità di trattamento tra chi acquisisce in leasing e in proprietà ha stabilito che il recapture non opera oltre il periodo dei 10 anni (anziché 15).

Fonte: ItaliaOggi - Diritto e Fisco del 23 dicembre 2022

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