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Transizione 4.0, sì alla proroga ma crediti ridotti per le aziende

Per gli investimenti industria 4.0, va in porto la proroga delle agevolazioni, ma con percentuali e massimali di spesa depotenziati. Il comma 44 della legge di bilancio 2022, nel testo approvato dal Senato e in attesta di ratifica definitiva da parte della Camera dei deputati, conferma fino al 30 giugno 2026 il tax credit sui beni materiali e immateriali con caratteristiche 4.0, ma con misure dimezzate rispetto a quelle vigenti. Nessun bonus, dal 2023, per gli investimenti ordinari.

Beni materiali

Per i beni materiali 4.0 (allegato A, legge 232/2016), all’attuale periodo agevolato (che scade il 31 dicembre 2022, con coda al primo semestre 2023 per “prenotazioni” – ordini e acconti 20% - entro il prossimo anno), si introduce un nuovo blocco che va dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2025 (oltre alla consueta coda nel primo semestre successivo per “prenotazioni” entro il 2025) con tax credit percentualmente dimezzati rispetto al 2022.

Si applicherà il 20% (contro il 40%) per lo scaglione di costo complessivo fino a 2,5 milioni (con un minor beneficio, in valore assoluto, di 500mila euro), il 10% (contro il 20%) per lo scaglione di costo tra 2,5 e 10 milioni (con una riduzione di 750mila euro nel risparmio effettivo) e infine il 5% (contro il 10%) per lo scaglione di costo tra 10 e 20 milioni (minor risparmio di ulteriori 500mila euro), importo, quest’ultimo, che rappresenta il massimale di spesa.

Il comma 44 inserisce la proroga triennale nel nuovo comma 1057-bis della legge 178/2020 e non invece attraverso distinti commi e periodi temporali.

Ciò comporta una notevole limitazione del plafond di investimenti agevolabili dato che l’importo complessivo di 20 milioni vale per investimenti da realizzare in tre anni e sei mesi. Nel bonus attuale, invece, le imprese hanno a disposizione, per il periodo che va dal 16 novembre 2020 al 31 dicembre 2022 (più coda a giugno 2023), e dunque per circa due anni e mezzo, 40 milioni (20+20).

Software e sistemi 4.0

Plafond di spesa più ampi vengono previsti per il credito sui beni immateriali 4.0. (allegato B alla legge 232/2016). Per questo incentivo, infatti, la proroga gioca su tre commi. Nell’attuale comma 1058 della legge 178/2020 (che riguarda il periodo che va dal 16 novembre 2020 al 31 dicembre 2022 oltre al primo semestre 2023) viene aggiunto l’intero 2023 (con coda al primo semestre 2024 per le prenotazioni), mantenendo stessa percentuale (20%) e stesso plafond (1 milione), che ora riguarderà non due, ma tre anni (e mezzo).

I nuovi commi 1058-bis e 1058-ter regolano la ulteriore proroga per il 2024 e per il 2025 (in entrambi i casi con la coda semestrale): nel 2024 si avrà un tax credit del 15% su un tetto di spesa di 1 milione; nel 2025 un tax credit del 10% su un tetto di spesa di un (ulteriore) milione.

Per la miglior pianificazione fiscale degli investimenti, va tenuto presente che la data della relativa effettuazione si individua secondo le regole di “competenza” del costo (articolo 109 Tuir): consegna o spedizione per gli acquisti con contratti di compravendita (e per i beni in leasing), ultimazione dell’opera per i beni oggetto di appalto. È invece irrilevante, a questi fini, l’entrata in funzione o l’interconnessione che può essere anche successiva.

Ordini entro il 31 dicembre

Nessuna proroga è invece prevista per gli investimenti “ordinari”, né materiali (macchinari non 4.0, autocarri, Pc, tablet, mobili e arredi eccetera), né immateriali (software non 4.0).

Le imprese interessate a sfruttare l’attuale credito del 10% (che scende al 6% dal 2022) dovranno effettuare l’investimento entro il 31 dicembre 2021 ovvero, entro la stessa data, confermare l’ordine al fornitore e pagare l’acconto del 20%, effettuando poi l’acquisto (consegna o spedizione del bene) entro il 30 giugno 2022.

Ultima chiamata anche per usufruire del credito di imposta maggiorato sugli investimenti in beni ex iperammortizzabili. Prenotando entro venerdì 31 dicembre ed effettuando l’acquisto entro il 30 giugno 2022, si otterrà un bonus del 50% fino a 2,5 milioni e del 30% da 2,5 a 10 milioni. Dal 2022 (senza prenotazione), la percentuale scende di 10 punti per entrambi gli scaglioni e il beneficio, su 10 milioni, si ridurrà di 1 milione di euro.

Fonte: Il Sole 24Ore, Norme e Tributi del 28 dicembre 2021

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