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Industria 4.0, bonus fino al 2025 ma no cumulo con fondi Pnrr

È un bilancio in chiaroscuro quello che le imprese possono trarre dalla legge di Bilancio 2022 con riferimento al bonus investimenti. A ben vedere, anzi, a parte il prolungamento del periodo agevolato al 2025 (ma solo per i beni «Industria 4.0» e con intensità depotenziata), tutto il resto è immutato, e anzi si profilano maggiori problemi di compatibilità per via dell’inserimento del «Piano Transizione 4.0» nelle misure finanziate dal Pnrr.

Il credito d’imposta ordinario, vale a dire quello per i beni non previsti dalle tabelle A e B annesse alla legge 232/2016 (ex superammortizzabili), prosegue con le riduzioni già previste. Il bonus attuale del 10% (elevato al 15% per i dispositivi finalizzati al lavoro agile), scende al 6%, per gli investimenti realizzati nel 2022, ovvero entro il 30 giugno 2023 col meccanismo della prenotazione (confermata dal venditore) accompagnata da un acconto di almeno 20 per cento. Resta la precedente misura per i beni “prenotati” entro domani 31 dicembre, purché la consegna (o l’ultimazione) intervengano entro il 30 giugno 2022. I limiti sono 2 milioni per i beni materiali e 1 milione per quelli immateriali. Nel 2023 (“coda 2022” a parte) questo incentivo non esisterà più.

Più complessa la situazione del credito d’imposta per i beni 4.0 (ex iperammortizzabili). In questo caso l’incentivo viene previsto sino a fine 2025 (30 giugno 2026 con il solito meccanismo di prenotazione) e per i beni materiali (da tabella A) viene fissato (dal 2023) al 20% fino a 2,5 milioni di investimenti, al 10% nello scaglione sino a 10 milioni e al 5% sino al massimo di costi ammissibili di 20 milioni. Aliquote, quindi, ben diverse sia da quelle attuali (50%-30%-10%) - che restano per i beni prenotati entro fine anno e consegnati entro il 30 giugno 2022 – sia da quelle del 40%-20%-10% già previste dalla legge 178/2020 per gli investimenti realizzati nel 2022 (30 giugno 2023 con la prenotazione). Da non sottovalutare il fatto che il plafond di investimenti dovrebbe applicarsi cumulativamente nei tre anni dal 2023 al 2025, e rimanere tale anche nell’eventuale “coda” dei primi sei mesi del 2026.

Per i beni immateriali (da tabella B) si assiste a un calo progressivo: il 20% di quest’anno (nel limite di 1 milione complessivo) viene confermato sino al 2023 (con “coda” a giugno 2024 per i beni prenotati l’anno prima), per poi scendere al 15% nel 2024 (“coda” a giugno 2025) e al 10% nel 2025 (“coda” a giugno 2026) con un plafond di 1 milione per anno. L’utilizzo del tax credit sarà sempre in tre quote annuali di pari importo, a partire dall’entrata in funzione per i beni ordinari e dall’anno di avvenuta interconnessione per i beni 4.0.

In merito alla cumulabilità, la manovra 2022 non modifica la regola generale contenuta all’ultimo periodo del comma 1059 della legge di Bilancio 2021: il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e all’imponibile Irap, non porti al superamento del costo sostenuto. Tuttavia, questa disposizione va applicata assieme a quanto affermato dalla circolare del ministero dell’Economia 21/2021, che, interpretando l’articolo 9 del regolamento Ue 2021/241, dispone il divieto di cumulo dei fondi Pnrr con risorse ordinarie da bilancio statale. La misura «Investimento 1: Transizione 4.0» (M1C2-1) del Pnrr comprende il credito d’imposta per investimenti in beni (materiali ed immateriali) 4.0 e immateriali standard, tanto è vero che la risoluzione 68/E/2021 (diffusa lo stesso giorno in cui scadeva la trasmissione delle dichiarazioni 2020) ha richiamato la compilazione del quadro RU ai fini del monitoraggio delle misure agevolative, con effetti sugli errori/omissioni di compilazione difficili da anticipare. Anche il modello di comunicazione dei crediti 4.0 da effettuare al Mise richiede di indicare l’eventuale appartenenza a un gruppo nonché tutte le «sovvenzioni pubbliche» fruite sugli stessi investimenti indicati.

Fonte: Il Sole 24 Ore - Primo Piano del 30 dicembre 2021

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