Coronavirus - Aiuti e incentivi alle imprese

Bonus R&S, dal Fisco lettere per incentivare la sanatoria

Sono nove gli indicatori che l’agenzia delle Entrate sta utilizzando per scovare le imprese che hanno fruito, in maniera anomala, del credito d’imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo, previsto dall’articolo 3 del Dl 145,/2013 e successive modificazioni. Dopo la recente sentenza del Ctp di Latina 610/2022 che sembra andare contro alle precedenti della sezione di Aosta, riportando il manuale di Frascati in primo piano, arrivano alle imprese le comunicazioni che evidenziano le possibili anomalie, con contestuale invito a utilizzare la procedura di riversamento. La comunicazione evidenzia gli importi utilizzati e informa che «dai controlli sino ad oggi effettuati in relazione al suddetto credito di imposta è emerso che, in molti casi, i contribuenti hanno considerato agevolabili investimenti non qualificabili, in base ai requisiti richiesti dal “manuale di Frascati” dell’Ocse (novità; creatività; trasferibilità/riproducibilità; sistematicità; incertezza tecnico-scientifica e finanziaria), come attività di ricerca e sviluppo». Continua informando che, qualora il richiedente abbia erroneamente usufruito dell’agevolazione, potrà regolarizzare la posizione attraverso la speciale procedura che consente, in relazione al credito ricerca e sviluppo utilizzato in compensazione fino al 22 ottobre 2021 e maturato nei periodi di imposta dal 2015 al 2019, di effettuare il riversamento degli importi indebitamente fruiti, senza applicazione di sanzioni e interessi (articolo 5, commi da 7 a 12, del Dl 146/2021).

Questo può essere fatto mediante invio all’agenzia delle Entrate del modello di «richiesta di accesso alla procedura di riversamento del credito di imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo», entro il 30 settembre 2022.

La comunicazione procede informando che, a seguito di un esame preliminare della posizione fiscale, sono state riscontrate possibili anomalie. Il riscontro è stato effettuato tramite analisi basate sull’utilizzo dei dati nella disponibilità dell’agenzia delle Entrate, che hanno permesso di individuare indicatori di rischio del possibile utilizzo indebito del credito d’imposta.

Al fine di consentire all’impresa di valutare l’opportunità di aderire alla procedura di riversamento, l’agenzia delle Entrate ha inviato la comunicazione per informare sul periodo e sulle anomalie che sono state riscontrate rispetto a nove indicatori presi in considerazione.

Il più ricorrente è spesso legato al primo indicatore che denota l’assenza di attività di ricerca nel triennio di riferimento per il calcolo della media. Il credito R&S presuppone che il contribuente svolga un’attività idonea a produrre nuove conoscenze. L’anomalia si riferisce ai contribuenti, già in attività nel periodo di calcolo della media storica (triennio 2012-2013-2014), che hanno indicato una media storica pari a zero. L’agenzia delle Entrate interpreta questo punto come segnalazione di assenza di esperienza pregressa per le imprese che risultano aver svolto attività di R&S utilizzando il proprio personale interno che, a questo punto, viene definito “non qualificato”. L’eventuale presenza di personale qualificato (ricercatori) sarebbe stata intercettata tramite il quadro IS, rigo IS4, colonna 2, rubricato «Personale addetto alla ricerca e sviluppo» - della dichiarazione Irap. L’Agenzia conclude che, rispetto ai requisiti richiesti dal manuale di Frascati, l’indicatore può essere segnaletico dell’assenza di novità e sistematicità.

Il secondo indicatore evidenzia una eventuale sottostima della media dichiarata nel periodo (2012-2013-2014) estratta dai modelli Irap considerando gli importi indicati nel quadro IS, rigo IS4, colonna 2 - rubricato «Personale addetto alla ricerca e sviluppo» - confrontata con la media storica indicata dal contribuente.

Il terzo indicatore ha previsto di riscostruire la media storica partendo dalle variazioni annuali subite dalle voci del bilancio relative ai brevetti, alle spese di sviluppo ed alle spese di ricerca; in questo caso, sono state sommate le variazioni positive intervenute nel periodo di monitoraggio ed è stata calcolata la loro media. Questa è stata comparata alla media dichiarata; se risultata superiore, è stata segnalata.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Norme e Tributi del 15 giugno 2022

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